La Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne ha visto anche la città di Schio protagonista di un’iniziativa molto particolare intitolata “Non SOLAmente una storia”: per una settimana otto bar di Schio hanno ospitato otto opere d’arte che raccontavano otto storie di violenza ispirate da fatti realmente accaduti nel territorio di Schio e Vicenza.
Gli otto artisti locali che hanno creato queste opere, pur non avendo avuto molto tempo per realizzarle, hanno sottolineato il proprio coinvolgimento. Una di loro scrive: “E’ stata un’esperienza molto intensa e potente, al di là del bello, dell’armonico e del pulito…ma dentro l’esperienza umana.”
Le risposte dei locali che ospitavano le opere, invece, sono state un po’ diverse: mentre alcuni sono stati molto disponibili e interessati ad ospitare la mostra, lasciando occupare alle opere lo spazio di una persona per l’intera settimana di durata del progetto, altri non hanno del tutto compreso il messaggio dell’iniziativa. E’ capitato che le sagome siano state spostate, messe da parte, a volte rimosse.
La risposta di chi è entrato in contatto con le opere è stata però positiva: abbiamo visto numerose persone fermarsi, leggere la storia, osservare l’opera, discuterne e sedersi con loro nonostante i tanti altri spazi liberi disponibili.
La violenza di genere è un problema radicato che merita spazio di discussione. E’ un fenomeno sociale che riguarda tutti e che non si risolve con questa iniziativa, né con una giornata dedicata. C’è ancora chi considera la violenza un problema isolato di un singolo soggetto violento, o addirittura chi incolpa la donna di istigazione alla violenza, rendendola corresponsabile di essa.
Il report “Rosa shocking: violenza, stereotipi e altre questioni di genere”, redatto dall’organizzazione WeWorld Intervita, ci mostra dati desolanti: “Quasi 1 Italiano su 5 considera accettabile la denigrazione di una donna tramite uno sfottò a sfondo sessuale. Inoltre, 1 italiano su 10 è ancora convinto che se le donne non indossassero abiti provocanti non subirebbero violenza e, a questa stessa domanda, quasi 1 italiano su 5 sceglie di non prendere posizione. Minimizzata anche la violenza domestica da 1 italiano su 3 che pensa che questi abusi dovrebbero prima di tutto essere risolti in famiglia ed è convinzione di un intervistato su 4 che, se una donna resta con un marito che la picchia, diventa lei stessa colpevole.”
(http://www.intervita.it/…/…/18_novembre_-_rosa_shocking.aspx)
Da questo sondaggio emerge un’Italia ancora cieca, aggrappata a luoghi comuni, a tratti crudele, che riconosce ancora la donna come creatura obbligata ad avere un determinato ruolo sociale: madre, moglie, amante, qualcuno (o meglio qualcosa) di cui servirsi a seconda delle necessità. Questi stereotipi contribuiscono a rafforzare una cultura dello stupro basata sulla normalizzazione e sulla giustificazione della violenza di genere.
Abbiamo voluto portare queste storie nei luoghi pubblici e condivisi dei bar e dei locali per combattere proprio la prima pericolosa conseguenza di questa mentalità: il silenzio. Molte di queste storie scivolano via nell’indifferenza di una serie di articoli di giornale tutti uguali, che dipingono creature femminili fragili e uomini “preda della passione”; molte di queste storie non hanno giustizia; molte di queste storie non le conosceremo mai poiché – come emerge dalle statistiche – la società giudica le scelte delle donne anziché i comportamenti degli uomini, provocando senso di colpa, vergogna, rinuncia a chiedere aiuto.
CONTATTI UTILI
NUMERO VERDE NAZIONALE ANTI VIOLENZA 1522
(Schio)
SPORTELLO DONNA “Maria Grazia Cutuli” 0445 691391
PRONTO SOCCORSO OSPEDALE SANTORSO 0445 571021
(Vicenza)
SUEM (Servizio di Urgenza ed Emergenza Medica) 118
PRONTO SOCCORSO OSPEDALE CIVICO S.BORTOLO 0444 753723
CEAV – Centro Comunale Antiviolenza Vicenza 0444 230402
SPORTRELLO DONNAchiamaDONNA 0444 542377
http://www.donnachiamadonna.org/
SPORTELLO DONNA CARITAS 0444 304986
CENTRO REGIONALE L’ARCA 0444 757580
Maltrattamenti e abusi su minori
Segreteria telefonica h 24/24
